Come accennato nel precedente post, in questo articolo disquisirò in merito al mio nuovo lavoro;
Vorrei iniziare parlando di destino e facendo quindi una digressione necessaria;
Chi segue questo blog dal suo principio ricorderà per certo i miei anni di studio a Genova e tutti gli sviluppi della mia vita di quel periodo dove, per certo, la costante di sempre è stata il Mare;
Ripercorrendo gli ultimi 10 anni della mia vita, il mio legame con il mare mi portò ad improntare in tal senso tutto il mio percorso di studi, conclusosi, ahimè amaramente, con la chiusura del mio corso universitario sul finire dell’anno accademico 2009. Da lì una serie di vicissitudini ed eventi mi hanno condotto ad intraprendere strade molto dissimili tra loro;
La mia prima deviazione si è palesata con l’amara accettazione di una borsa di studio per Chimica e Tecnologie Farmaceutiche.
Corso vecchio ordinamento, si snodava, ovviamente, in cinque anni di studi; questo periodo ha avuto dei risvolti positivi, facendomi uscire da una brutta depressione prima e ponendomid innanzi a vecchie nemesi (matematiche) dopo, insegnandomi ad affrontare le difficoltà uscendone vittorioso; tuttavia una considerazione era d’obbligo: 24 anni d’età, 6 anni minimo di studio (considerando il tempo per una tesi di ricerca sperimentale); alla migliore delle ipotesi mi sarei laureato ormai trentenne, un brutto scotto da pagare nel mondo universitario, ma soprattutto un peso esorbitante per la mia famiglia, così, seguendo un consiglio di papà mi sono lanciato alla ricerca di un mestiere, tenendo, ancora per qualche mese, il piede in due scarpe.
La seconda deviazione del periodo fu di breve durata, appena un paio i mesetti; Il destino mi trascinò, come un tronco alla deriva, nel panorama delle assicurazioni previdenziali; Non avrei mai creduto mi potesse interessare un argomento del genere; fortunatamente di primo acchito mi interessò subito e potei così apprendere cose delle quali avevo familiarità solo per sentito dire. Tuttavia lo spietato sistema assicurativo ebbe poi il sopravvento, così, vedendo il portafogli molto vuoto ed il calendario molto pieno, salutai tutti i colleghi (con i quali avevo un rapporto magnifico) e mi lancia in una nuova avventura;
La terza deviazione era indirizzata al consolidamento di traguardi raggiunti in precedenza; appariva sempre più necessario certificare le mie capacità; colsi pertanto al volo la possibilità di ottenere una certificazione di disegnatore AutoCAD 2D e 3D con rendering; si trattava di esperienze che avevo già maturato all’epoca delle superiori, ma, in un’era dominata da attestazioni, non averne alcuna (o quasi), era come non aver mai fatto niente nella vita; Corso di un mese, taaac e via, ufficialmente progettista AutoCAD!
Da quel conseguimento, con una rapidità incredibile, in meno di un mese, venni assunto in Credem come stagista da riconfermare a tempo indeterminato.
Esperienza formativa interessante, ha accresciuto le mie conoscenze in ambito finanziario completandole con il mio profilo precedentemente assicurativo.
Vi lascio immaginare la profonda umiliazione e lo sconforto nel vedere il contratto scadere e non venir messo a conoscenza di qualsivoglia decisione da parte dell’azienda; scoprii il loro gioco un giorno come tanti in cui mi trovai a a passare dalla filiale: vidi al mio posto in un’avvenente fanciulla, il mio rimpiazzo…la chiamavan bocca di rosa faceva due conti faceva due conti!
Da quella triste ed avvilente esperienza (che portò alle veementi proteste di diversi clienti) passarono ben 4 mesi prima di poter approdare al maggio di cui il post precedente.
Il destino ha voluto che dal mare iniziassi ed al mare tornassi.
Fine digressione!
Dal primo giugno c.a. sono quindi stato assunto, dopo un quantitativo di colloqui a dir poco impressionanti, presso il Terminal del Golfo s.p.a. facente parte del Gruppo Tarros come foreman.
Cosa sono il Gruppo Tarros ed il Terminal del Golfo?

Tarros
Il Gruppo Tarros è una società fondata nel 1828 (come M.A.Grendi) a Genova dalla famiglia Musso e dal 1963 coinvolta nel trasporto di container (inventati nel 1957).
Stiamo parlando di una società di trasporti multimodale ed armatoriale trasferitasi, corpo e beni, nel 1971, a La Spezia e che conta più di 400 dipendenti, movimentando oltre 200mila teus (unità di misura dei container) all’anno con fatturati che passano i 100 milioni di euro come ridere.
Il Gruppo Tarros ha fatto della multimodalità la propria filosofia; cosa vuol dire? Il cliente che vuole spedire delle merci a mezzo contenitore o sfuse, può affidarsi totalmente al Gruppo, ovverosia, la Tarros si prenderà in carico la merce dalla sua partenza fino al suo arrivo a destinazione utilizzando i mezzi più appropriati (camion, treno, nave), stiamo parlando quindi di un servizio door to door.

Multimodal
Il Gruppo Tarros è infatti costituito da diverse aziende, ognuna delle quali offre un servizio specifico al cliente per garantirgli il massimo dell’efficienza e il corretto trasporto, sdoganamento e consegna.
Fra le tante aziende del Gruppo, una di quelle chiave è il Terminal del Golfo, dove lavoro io.
Il Terminal del Golfo è un’area extraterritoriale presidiata ove sostano e transitano i contenitori provvenienti dal trasporto su gomma, rotaia o nave.
Cosa faccio?
Compito principale dei dipendenti del Terminal del Golfo è mantenere una corretta suddivisione del piazzale per destinazioni, dimensioni e peso, provvedere alla segregazione dei contenitori pericolosi nonché allo sbarco ed all’imbarco di container principalmente dal camion, navi e treni; Ovviamente, essendo un’area portuale, gravitiamo di più intorno alle operazioni navali.

Il mio compito specifico è quello del capoturno, o foreman; si tratta di un lavoro piuttosto eclettico, abbracciando tutti gli aspetti della vita del Terminal;
Anzitutto compito primario è organizzare e suddividere il lavoro per gli operai dipendenti e cooperativi affinché lo svolgano correttamente, celermente ed in sicurezza;
In presenza di navi organizzo e coordino le operazioni di imbarco e sbarco delle stesse, procedendo (sia all’arrivo che alla partenza di una nave) all’adempimento di pratiche burocratiche a bordo nave inerenti le operazioni commerciali e la sicurezza nel terminal.
Come capo-turno le responsabilità sono tante, devo accertarmi che ogni mezzo affidato sia “in piena forma” segnalando tempestivamente avarie all’officina ed assicurandomi altresì che ogni dipendente lavori in sicurezza.

Cranes
Il lavoro è a turni (siamo in sette suddivisi in tre turni al giorno) con turnazione variabile di settimana in settimana; lavorare a turni è un affare piuttosto pesante e a volte snervante, rappresenta una grande sfida poiché è impossibile abituarsi, ma riserva, mediamente, determinati vantaggi.
Il turno di mattina, il più “doloroso” di tutti, inizia con la sveglia alle 04.40am che mi garantisce di arrivare sul posto di lavoro entro le 05.30; ivi resterò almeno fino alle 13.30, orario di uscita. Il resto della giornata è libero, qualitativamente tragico (sonno bestiale) ma, facendosi forza, si può riuscire a conciliare un mix di riposino con un pomeriggio di svago e shopping. Dall’altro lato della medaglia, purtroppo, la sveglia suonerà nuovamente alle 04.40 e si è decisamente stanchi un paio di ore prima di una persona normale, perciò movida notturna…addio!
Il turno di pomeriggio è quello che prediligo, lasciando una finestra libera al mattino (ma fino alle 11.30 poiché alle 13 bisogna aver timbrato e ovviamente mangiato) utile per la burocrazia consentendo altresì di godere di una serata in compagnia il tutto in un contesto mentale ben riposato.
Il turno di notte è quello che, alla fine, stravolge di più; iniziando alle 20.30 di sera e ultimandosi fra le 04.30 e le 06.30 del mattino, non lascia alcun spazio temporale da godere (si ronfa almeno fino alle 14.00 e, prima che arrivi la voglia di pranzare, si son già fatte le 15.30 con l’ora di cena oramai incombente).

Contenitori nella notte
I conti matematici sono assolutamente freddi ed inutili, chi vive e condivide questo tipo di esperienza sa benissimo come la qualità della vita nel temo libero sia duramente compromessa da uno sconquassamento su tutti i fronti.
Chiaramente questo tipo di sforzo è adeguatamente retribuito; Lo sforzo richiesto in origine può sembrare ciclopico, ma alla fine, entrati nel “giro” si adottano espedienti tali da consentire un indoramento della pillola.
Fortunatamente il tipo di lavoro mi piace, come dicevo prima, il destino ha scelto per me di ricollocarmi nell’ambito marittimo da una porta che neppure avrei immaginato di poter varcare; la soddisfazione è molta e spero di poterlo conservare a lungo.

Colorful containers
Alla prossima, sempre su queste pagine!!!