il miglior partito è quello del reggiseno: unisce la destra con la sinistra, alza la massa ed attira il popolo.
from Pensieri Superflui
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il miglior partito è quello del reggiseno: unisce la destra con la sinistra, alza la massa ed attira il popolo.
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LIBRO PRIMO
Salmo 53, 3-6.8-9
Dio per il tuo nome, salvami, *
per la tua potenza rendimi giustizia.
Dio ascolta la mia preghiera, *
porgi l’orecchio alle parole della mia bocca;
poiché sono insorti contro di me gli arroganti †
e i prepotenti insidiano la mia vita *
davanti a sé non pongono Dio.
Ecco, Dio è il mio aiuto, *
il Signore mi sostiene.
Di tutto cuore ti offrirò un sacrificio, *
Signore, loderò il tuo nome perché è buono;
da ogni angoscia mi hai liberato *
e il mio occhio ha sfidato i miei nemici.
CAPITOLO I
UN GRANDE GIORNO
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E |
ra ormai l’alba del sette settembre, un giorno molto importante per l’impero delle Tigri di Liten, un giorno che la popolazione attendeva ormai da più di cinque anni: era il giorno delle investiture.
Il giorno delle investiture è un momento sacro per il popolo del reame delle Tigri, cade infatti quando Estel du Lion fondò la capitale del regno, la città di Kaïber. Questo avvenimento è sempre molto atteso, e i preparativi iniziano almeno due mesi prima, ma questa volta era diverso, era da più di cinque anni che tale festa non aveva luogo a causa delle continue battaglie, schermaglie e campali che da sempre vedono coinvolti le Tigri con i loro eterni nemici, i non–morti di Necator. Gli attacchi più furiosi venivano sferrati al confine, verso la baronia di Dragan D’Orianthe, il quale otteneva spesso vittorie schiaccianti e momenti di calma, seppur di breve durata. Tuttavia la controffensiva delle “anime senza pace” si scagliò violenta sull’impero delle Tigri, e sulla capitale, al punto che Liten, cinque anni fa, fu costretta a chiedere aiuto ai suoi maggiori alleati: gli Elfi Eidos e La Fratellanza dell’Inquisizione Rhabditis.
Quella fra Le Tigri di Liten e La Fratellanza dell’Inquisizione Rhabditis è un’amicizia molto antica. Quando Estel fondò il regno delle Tigri, si trattava di un unico popolo, unito dall’esigenza di divenire sedentario, cessando così di spostarsi di luogo in luogo; fu così che si insediarono nelle fiorenti colline della regione di Liten, una delle più produttive di tutto il mondo. Presto divenne un impero ricco e sempre più vasto, i sovrani si susseguirono in circa cinquecento anni di prosperità, turbata con l’ascesa al trono di sire Jon Higgenbotham, il quale pensò alla propria ricchezza. Fu così che fece costruire l’immensa fortezza d’Allmoon e il palazzo reale a Kaïber, sfruttando la popolazione sino all’osso per il suo amore verso il potere. Quegli anni furono chiamati “gli anni del Soldo”. In consiglio le cariche del governo si divisero fra chi riteneva opportuno soppiantare il re e chi proponeva di attendere, in quanto il re era già vecchio. Il conte Reluïs du Alark espresse il parere che sarebbe stato necessario cambiare sovrano, ma non con un colpo di stato, bensì proponendo una nuova forma di governo alla popolazione. La sua richiesta fu bocciata in quanto scomoda ai politici, i quali decisero di attuare il colpo di stato per rovesciare il sovrano. Il regno conobbe mesi di terrore, noti come i mesi della “spada bastarda”, ove il re fu ucciso, e scoppiò una lunga guerra civile, placata grazie all’unione fra le varie categorie dell’esercito. Intuendo ciò, il conte Reluïs du Alark decise, indignato, di andarsene, seguito dai suoi fedeli, per fondare un nuovo regno. Gli anni bui dell’impero delle Tigri finirono presto, con l’ascesa al trono del re Kaïlis il Leale, l’impero fu diviso in cinque baronie: la baronia d’Allmoon, la baronia d’Orianthe, la baronia del Kaïber, la baronia di Montvert e quella di Doriman. I vecchi funzionari furono esiliati a causa delle decisioni prese ai tempi di Higgenbotham, e i baroni avrebbero fatto parte del consiglio. L’aria di nuovo si fece subito sentire, e la luce tornò a regnare. I funzionari esiliati trovarono riparo nelle grotte del deserto di Silan, e ivi fondarono il loro clan, il clan degli Scienziati di Silan, ove sperimentarono cose che la natura non osava ponderare.
Gli Scienziati spesso cercarono la vendetta, e in alcune battaglie riuscirono persino a vincere, grazie alle loro nuove armi; ma contro la cavalleria, non vi è speranza alcuna, e furono così ricacciati nel buio dei loro angusti sotterranei-laboratori.
Pochi anni dopo, ma solo attraverso sottili e segrete vie diplomatiche, l’impero delle Tigri ebbe modo di ritrovare la pace con il conte Reluïs, e di vedervi in esso un nuovo alleato nella comune lotta contro il male.
Il sole stava per sorgere sulla capitale del regno, fendendo il cielo di un pallido bagliore arancione, illuminando prima le campagne, dove la vita fremeva ormai da qualche ora, ed estendendo poi i suoi raggi verso la capitale, ove i giovani si ritiravano verso casa dopo una notte passata nei bordelli, nelle locande o nelle case da gioco a sperperare fior di quattrini. Per le vie della città, uomini con lunghe aste si affrettavano a spegnere le candele poste nei lampioni delle strade principali, mentre le piazze del mercato erano stranamente calme. Tutta la gente riposava. Le guardie della cittadella si spostavano velocemente fra i vicoli, con clangore di armature e scudi, per raggiungere le loro postazioni e dare il cambio ai colleghi, mentre al cancello principale si stava preparando la cerimonia quotidiana di apertura delle porte.
Questa cerimonia, alquanto suggestiva, si svolge ogni giorno, quando il sole bacia con i suoi raggi il massiccio portone a est; in quel momento un corno suona e il cancello viene spalancato. Solo allora le campane della città possono battere sette rintocchi. Il sorgere del sole sui territori del Liten era segno di una purificazione attuata nei secoli, ma tutt’ora incompiuta; le orde di non–morti erano state frenate, ma non sconfitte, anche se fortunatamente l’Oracolo, Misan il Chiaroveggente, non aveva segnalato pericoli imminenti, quindi la cerimonia si sarebbe potuta svolgere serenamente.
La cerimonia, quest’anno, rivestiva un ruolo di grande importanza. A causa delle guerre l’esercito era stato ridotto drasticamente, molti uomini perirono, e la minaccia era ancora incombente. Questa nuova alba, segnava la crescita dell’esercito, che ora vedeva la sua cifra totale pari a circa trentamila fanti e diecimila cavalieri, numero ancora esiguo e appena sufficiente per consentire una certa tranquillità al popolo del Liten.
La città di Kaïber cresce e si estende ai piedi di una grande collina situata nella piana di Liten, essa è difesa da possenti mura alte venti metri, che dividono la città in due cerchie. Per accedere alla città vi sono due cancelli, posti al sorgere e al tramontare del sole, essi vengono chiamati “Il cancello del Principio” e “Il cancello della Fine”. La via principale taglia in due la città, congiungendo i due portoni. Al centro la collina raggiunge la sua massima altezza, ma la via principale si limita a costeggiarne le pendici, senza mai salirvi, in quanto essa è circondata dalle spesse mura della cittadella, un enorme fortezza con strette vie, sormontate da archi, che conducono al castello reale, costruito sulla sommità della collina. Il castello possiede un’altissima torre, detta “Torre di Guardia”, dalla quale è possibile osservare tutto il territorio e tutte le baronie. La “Torre di Guardia” è la prima delle cinque torri, essa ospita la residenza del re al piano ammezzato, e all’ultimo piano la “Stanza delle Strategie” con enormi finestre su tutta la circonferenza della stanza; nella mansarda è conservato “L’Occhio”, l’unico telescopio-cannocchiale, in grado di mostrare la volta celeste e di controllare i confini più remoti del reame.
Nella cittadella si erge la “Cattedrale dei sette spiriti”, ed è in questo edificio che la cerimonia prenderà vita.
La calma delle strade fu presto spiegata. Su tutte le porte delle botteghe, sui banconi del mercato, e sui pali, messaggi invitavano la popolazione a prendere un giorno di pausa dal lavoro, di fermare ogni loro abitudine e di recarsi alla cattedrale e sulle strade della città per animare questo giorno di festa, e rendere onore ai nuovi soldati.
La cerimonia sarebbe iniziata alle 10 M.I.
Verso le 7.30 M.I. musici a cavallo giravano per la città a svegliare la gente, e ad annunziare il grande evento a chi non ne fosse stato al corrente.
Verso le 8 M.I. varcarono il cancello del Principio lo stato maggiore degli Elfi Eidos, seguiti dalle più alte cariche della Fratellanza. Verso le 8.30 M.I. superarono i cancelli della città i cavalieri di Dragan D’Orianthe, e gli arcieri di Urland De Montvert. Alle nove, preceduto da uno stuolo di scintillanti e di elementari della luce, seguito poi dalla sua guardia personale, fece ingresso in città, accolto dalla “Gilda dell’Ermetismo” al gran completo, Mirvilis barone d’Allmoon, nonché il mago più potente di Liten, e forse di tutto il mondo. Con lui varcò le porte il barone di Doriman seguito da un reggimento di guardie reali e di paladini.
L’aria di festa era proprio palese, su tutte le abitazioni nobiliari svettavano i vessilli imperiali, nelle case della povera gente e nei davanzali delle finestre, vasi con fiori rossi e bianchi le adornavano; il percorso della processione era affiancato da stendardi e simboli araldici, festoni variopinti erano disposti sulle volte che sovrastavano la strada, e alle porte delle case gli scudi dei militari in pensione venivano appesi ponendovi dietro una lancia ed un’alabarda incrociate. Le dame di corte e le ragazze ancora senza marito avrebbero accompagnato, ad un certo punto, la processione, posizionandosi davanti ai cadetti e procedendo con una coppa straboccante di fiori, mentre bardi, sbandieratori e ballerini avrebbero aperto il corteo.
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Bleach per me è stato più di un semplice anime, ha assunto un ruolo più importante, mi ha portato su internet, in un sito stupendo che stava crescendo, mi ha fatto conoscere delle persone straordinarie anche dal vivo, persone che che non conoscevo e che il primo giorno che le ho viste ho salutato come fossero amici di vecchia data. Inoltre ha dato modo alla mia creatività di sviluppare degli AMV, e la cosa mi divertiva davero parecchio.
La perdita di Bleach è molto grave poichè credo proprio che lo staff di MT che ha curato questa serie, e di conseguenza MT Fansub stesso lo ha reso famoso in Italia, ricordo bene il mio primo cosplay, e di gente di Bleach in cosplay non ce ne era mica tanta, e il fumetto era appena al 7 mese. Bleach questo sconosciuto è in Italia grazie ad MT, appassiona nella sua semplicità, ma intriga nei bei colpi di scena mai scontati, è bella la psicologia dei personaggi, molto curata. Insomma Bleach è speciale come la passione di chi lo ha realizzato e di chi lo ha seguito per 167 episodi. Mitigo tale perdita solo perchè Bleach è divenuto un tramite per conoscere degli amici, veri!
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Per sdrammatizzare, ecco a voi come la Panini/Mediaset renderà la sigla iniziale di Bleach
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In questa vita secondo me manca davvero un pò di Sugar. E per sapere cosa intendo dire, gustatevi questo capolavoro (di realizzazione).
Provate a cantarla se vi riesce!
The kombucha mushroom people, Sitting around all day,
Who can believe you, Who can believe you, Let your mother pray, (sugar)
Well I’m not there all the time you know
Some people, some people, some people, Call it insane, yeah they call it insane, (sugar)
I play Russian roulette everyday, a man’s sport, With a bullet called life, yeah mama called life,(sugar)
You know that every time I try to go Where I really want to be, It’s already where I am,
Cause I’m already there….(sugar)
The kombucha mushroom people, Sitting around all day,
Who can believe you, Who can believe you, Let your mother pray, (sugar)
I got a gun the other day from Sako,
It’s cute, small, fits right in my pocket, Yeah, right in my pocket, (sugar)
My girl, you know, she lashes out at me sometimes, And I just kick her, and then she’s O.K. ,she’s O.K.(sugar) People are always chasing me down, Trying to push my face to the ground,
Where all they really want to do, Is suck out my mother fucking brains, my brains (sugar).
The kombucha mushroom people, Sitting around all day,
Who can believe you, Who can believe you, Let your mother pray,
I sit, in my desolate room, no lights, no music,
Just anger, I’ve killed everyone, I’m away forever, but I’m feeling better,
How do I feel, What do I say,
Fuck you, it all goes away x8
In the end it all goes away x 4
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Nel video a seguire, apparso di recente in TV, a sponsorizzare l’8×1000 alla Chiesa Cattolica c’è una persona a me molto cara, si tratta di Don Franco Pagano, seminarista nella mia parrocchia di La Spezia, ordinato Sacerdote, è un’uomo di carattere, simpatico, stravagante, immensamente intelligente, in gamba davvero.
E’ in primis un amico, e per me ha dato tanto e ancora da, un esempio da seguire. Di certo è che ora sono sicurissimo che gli spot dell’8×1000 dicono la verità!
Auguri Don per la tua missione, questo è un mio personale omaggio!
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Ho intrapreso l’iniziativa di sponsorizzare e pubblicizzare il mio libro sul blog per far si che, presentandolo a puntate, tutti, anche coloro che volevano seguirlo in versione cartacea, e soprattutto chi ha poco tempo, possano appunto approcciare alla mia opera letteraria.
Il libro in questione è il primo di una trilogia ed è composto da 19 capitoli che presenterò settimanalmente, fatta eccezione per il primo capitolo che posterò domani o lunedì.

Gianfranco Taormina
Edizione originale a cura di Gianfranco Taormina
Ambientazione a cura di Giuseppe Olmetto e Gianfranco Taormina
INTRODUZIONE
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E |
bravo Taormina. Io lo conosco bene. Dispone con discrezione archetipi già inflazionati nella recente ripresa del sottogenere “Sword&Sorcery”.Nella prosa convivono il colto e il popolare. Più che Tolkien siamo dalle parti di Robert E. Howard, ma molto più ponderoso e crepuscolare. Qui i personaggi sono “prigionieri del tempo”, “ostaggi dell’eternità” (B.Pasternak). Un senso di pietas impregna il tutto, una zona incerta dove gli orrori trovano compassione poiché mossi dal timore per il divino. Ambizioso, lineare, persino didascalico nella sua generosità che può apparire come sciattezza. Personalmente non voglio approfondire più di tanto l’argomento. Molti cultori storcerebbero il naso, giustamente. Non sono un esperto a riguardo, benché, tra le mie letture, La Saga dei Gufi, di Martin Hocke, occupi un posto di tutto rispetto. E, comunque, è importante non svelare troppo al lettore. Certo, una volta finito di sognare, rifatevi gli occhi (e il cuore) con Alice Sebold o Heinrich Böll. Eppure il Mito è sempre dietro l’angolo, tanto vale che si cominci da Gaal per approdare a Sisifo piuttosto che ignorare entrambi. Negli anni del Mercato e del Brutto è un simpatico percorso nonché una boccata d’aria pura.
Con affetto,
Giordano Giannini
NOTA DELL’AUTORE
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C |
irca tre anni fa decisi di mettere mano alla penna e di scrivere un libro. Lo feci inizialmente per gioco, cercando di creare un’avventura Fantasy; scrissi pertanto alcune pagine e le feci leggere ai miei genitori, il risultato era pressoché comico, il protagonista era quasi l’eroe di un fumetto, tanto potente da essere quasi disumano. Decisi di darmi una sveglia e di realizzare un romanzo Fantasy serio e moderato. Scrissi diverse decine di pagine che parecchi impegni mi fecero dimenticare nei polverosi scaffali della mia camera. Nell’estate duemilaquattro acquistai e lessi “Il Signore degli Anelli” (di J.R.R.Tolkien) in quattordici giorni soltanto, e le splendide descrizioni m’indussero a riprendere il progetto, pensai di ricopiare quelle pagine scritte un anno prima, e mentre le scrivevo le arricchivo, sfruttando anche la passione che ho verso un gioco di miniature creato dalla Rackham. In origine, infatti, il libro era ambientato nel mondo di Aarklash, poi mi venne suggerito di riportarlo in una ambientazione creata da me, per renderlo più personale. Accolsi il consiglio persuaso che, se avessi continuato su quella via, avrei di certo avuto non poche difficoltà a pubblicare questo testo, legate soprattutto al copyright.
Colgo l’occasione per ringraziare Luca “Rame” Canese che con immensa pazienza ha letto questo libro e con altrettanta ha cercato di darmi dei consigli; un grazie anche a chi ha sostenuto questo progetto e a chi mi ha spinto ad andare fino in fondo.
L’iniziativa di pubblicare sul mio Blog a puntate il Libro è per consentire a tutti di leggerlo evitando la Bozza che ho stampato. Tengo moltissimo al vostro parere, specie quello degli appassionati di Fantasy, pertanto attendo con fervore i vostri commenti
Gianfranco Taormina
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Quella di questo video è la mia maggiore ispirazione. L’ho trovato tempo fa ed ho molta della musica suonata o diretta da Lui, colui che ha resuscitato Bach nel XX secolo, il famoso, poliedrico e soprattutto virtuoso Karl Richter. Godetevi il video di uno dei brani più famosi per organo di Bach, la Toccata e Fuga in Re minore BWV-565
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Caspita, dopo tanto una bella notizia, ne avevo davvero molto bisogno in questo periodo, c’è un pò di carenza di notizie buone.
Stasera Mattia mi ha inserito nella Squadra (anche perché i kyu più esperti sono impossibilitati a venire) che Sabato disputerà il Trofeo a Squadre CIK. È un grande, grandissimo onore per me partecipare ed essere stato scelto per entrare nella squadra. Sarà molto dura e soprattutto non dovrò farmi prendere dall’emozione. Incontrerò molta gente e racimolerò esperienza per gli individuali del Trofeo Kyu di Domenica.
Ringrazio Mattia, Alfio, Piero, Jona, Carlo e tutti i Sempai per la fiducia nel farmi gareggiare domenica e i tanti consigli che mi hanno dato e che mi danno. Spero di fare del mio meglio in entrambe le occasioni.
Ora fuggo a fare le valigie che domani ho un treno ad un orario impossibile, 07.20 quindi sveglia ore 06.30.

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Oggi, dopo due anni che non accadeva, ho pianto di nuovo, di sofferenza, perché sono stato pugnalato da chi consideravo amico, accusato, messo in discussione circa cose che non sono in grado di fare, e tutto perché uno stramaledetto giorno mi son preso la briga di sistemare quel diavolo di PC con i suoi dannati problemi di connessione! Accusato di fare spionaggio, di chiudere i rubinetti delle connessioni a chi non mi andava a genio, di essere un amministratore di rete hitleriano, insomma un figlio di puttana che vuole monopolizzare la rete. E così ho pianto e ho pregato per calmarmi perché altrimenti sarei stato pericoloso.
Per fortuna il mio telencefalo ha ancora la meglio sul mio Diencefalo.
Poco dopo, ho re-incontrato le fonti delle mie sofferenze e mi ci sono davvero incazzato, ho sbraitato come Paperino solo sa, ho detto le cose come stanno senza offese (che ho trattenuto) ne mezzi termini, silurando, affondando e districandomi fra le accuse lanciate smontandole tutte.
Ora sto un po’ meglio, di sicuro mi sono calmato, le mani non tremano e gli occhi non sono lucidi, la soglia di nervoso è molto scesa, ma di sicuro non tollererò un secondo affronto sui generis!

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Carissimi, mi sento in dovere di annunciarvi che ho davvero le pa**e a terra.
È davvero un periodo del ca**o per me, sono davvero poche le cose che vanno nel verso giusto, ma enormi quelle che non vanno.
In primis l’università: è una continua delusione, professori maleducati e indisponenti, tirocinanti tr**e, menefreghismo totale sotto tutti i punti di vista, questi fantom
atici soldi che nessuno ha…insomma, ti presentano una bella facciata dipinta di fresco il giorno delle immatricolazioni, e poi, quando varchi l’ingresso, lo prendi nel culo senza vaselina e inizia una vera perdita di tempo.
A seguire il mio coinquilino che nella sua ignoranza, falsità, arte oratoria, astuzia e pericolosità, mi fa addannare, oltre ad accusarmi di fare cose che obiettivamente non saprei neppure da dove cominciare (tipo spionaggio informatico).
Proseguiamo in ambito Genova, sottolineando come, persone delle quali mi fidavo, (e che reputavo amiche ora mi vedono (sempre per gli stessi motivi di prima) come un alieno, una persona pericolosa. Non credevo che certa gente si abbassasse a tanto. Sono molto deluso da queste persone che sono pronti a credere alle menzogne di altre a causa della loro ignoranza. Speravo di trovare un appoggio morale e invece trovo solo squali anche qui!
Il Capo, lo trovo sempre più strano nei miei confronti, di sicuro c’è di mezzo lo zampino del coinquilino. L’ospite dopo un po’ è come il pesce, inizia a puzzare, nonostante sia leale e cerchi di fare del suo meglio. Forse il Capo si aspetta da me qualcosa che non sono in grado di dargli.
Fortuna che almeno gli amici del kendo, e il kendo, vanno come si deve.
A Spezia va tutto bene, sono sempre un po’ in pensiero per la salute di mio padre che è la mia unica preoccupazione, ma devo ringraziare mia madre e i miei amici per il costante sostegno che mi danno, anche oggi, al telefono, mia madre, non si può dire mi abbia acceso la luce, ma quantomeno una candelina.
Ora sono proprio nelle condizioni di voler vedere il minor numero di persone possibili, mi sbatterò ancora un po’ in università per racimolare una tesi in modo da finirla per dicembre 2009. E spero davvero di riuscirci sennò mando in culo tutti!
Sono così incazzato, disgustato ed indignato che sarebbe meglio, per la gente che mi sta intorno, (e che sto iniziando a non gradire) che stia ben attenta, perchè se gli ciocco un morso li avveleno tutti.
Fortuna che c’è la mia Alfa che mi consente di vedere le cose sotto un’altra ottica.

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