Sempre sulla scia del ritardo causato dal lavoro, vengo a compensare il vuoto di mesi;

Finalmente dopo anni riesco ad andare in ferie fuori da La Spezia e provincia e, per riuscirci, ho dovuto dar fondo a quasi tutto il mio genio.

In prima analisi era necessario spedire in ferie i miei genitori prossimi ad un collasso da stress; forte di uno stipendio più che sufficiente, li ho inviati in villeggiatura in Sicilia nel mio paesello;

Capo Zafferano

I miei progetti erano di natura alquanto differente, avevo la più ferma intenzione di passare 14 giorni di lavoro e relax senza i miei fra i piedi, godendo così della quiete e del silenzio di una casa vuota, oltre che dei relativi benefit. Obiettivo primario era indubbiamente un risparmio di quattrini per volare a Londra il 4 ottobre (coniugando così il mio desiderio di rivedere Londra con il concerto della mia pianista prediletta: Mitsuko Uchida).

A sconvolgere il piano è subentrata la mia azienda che, causa un “eccessivo” numero di giorni di ferie e permessi, mi ha imposto di andare in ferie…subito!

Mi trovavo incastrato in un discorso poco convincente in cui la sola idea di affrontare le vacanze balneari locali mi terrorizzava, così, unendo l’utile al dilettevole (avevo nostalgia dei miei natali) ho prenotato un biglietto Ryanair per Palermo raggiungendo così i miei in Sicilia.

Volo

Vacanze migliori di queste davvero non potevo aspettarmele, benché formate da un programma fitto fitto di visite obbligate a chicchessia (grazie alle quali ho scoperto nuove parentele O_O) ho riassaporato con gusto le mie origini, ricostituendomi e rinvigorendomi mentalmente; c’è da dire che, ovviamente, come ogni mio periodo di ferie che si rispetti (l’anno scorso ha diluviato in pieno agosto) la sfortuna mi ha perseguitato lasciandomi solo pochi giorni di sole (sfruttati al 100% e goduti appieno) e un dente del giudizio – semi incluso e persino cariato – particolarmente poco sportivo (ho patito le pene dell’inferno, ma, ora, fortunatamente, il dannato bastardo – di 2cmx1cmx0,8cm -giace sulla mia scrivania).

Ad ogni modo momenti più belli non potevo di certo desiderarli, abbraccio con nostalgia tutte le persone a me care garantendo loro un mio certo ritorno in loco per la prossima estate.

Friends

Ringrazio i gestori dell’albergo Donnasabella per la simpatia, vervè, cordialità e bontà dei servizi offerti, certamente sarete i primi a sapere del nostro ritorno nel 2012.

Arrivederci Sicilia!

Me

New job, New life

Posted: novembre 5, 2011 by gianfrancotaormina in Personale
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Come accennato nel precedente post, in questo articolo disquisirò in merito al mio nuovo lavoro;

Vorrei iniziare parlando di destino e facendo quindi una digressione necessaria;

Chi segue questo blog dal suo principio ricorderà per certo i miei anni di studio a Genova e tutti gli sviluppi della mia vita di quel periodo dove, per certo, la costante di sempre è stata il Mare;

Ripercorrendo gli ultimi 10 anni della mia vita, il mio legame con il mare mi portò ad improntare in tal senso tutto il mio percorso di studi, conclusosi, ahimè amaramente, con la chiusura del mio corso universitario sul finire dell’anno accademico 2009. Da lì una serie di vicissitudini ed eventi mi hanno condotto ad intraprendere strade molto dissimili tra loro;

La mia prima deviazione si è palesata con l’amara accettazione di una borsa di studio per Chimica e Tecnologie Farmaceutiche.
Corso vecchio ordinamento, si snodava, ovviamente, in cinque anni di studi; questo periodo ha avuto dei risvolti positivi, facendomi uscire da una brutta depressione prima e ponendomid innanzi a vecchie nemesi (matematiche) dopo, insegnandomi ad affrontare le difficoltà uscendone vittorioso; tuttavia una considerazione era d’obbligo: 24 anni d’età, 6 anni minimo di studio (considerando il tempo per una tesi di ricerca sperimentale); alla migliore delle ipotesi mi sarei laureato ormai trentenne, un brutto scotto da pagare nel mondo universitario, ma soprattutto un peso esorbitante per la mia famiglia, così, seguendo un consiglio di papà mi sono lanciato alla ricerca di un mestiere, tenendo, ancora per qualche mese, il piede in due scarpe.

La seconda deviazione del periodo fu di breve durata, appena un paio i mesetti; Il destino mi trascinò, come un tronco alla deriva, nel panorama delle assicurazioni previdenziali; Non avrei mai creduto mi potesse interessare un argomento del genere; fortunatamente di primo acchito mi interessò subito e potei così apprendere cose delle quali avevo familiarità solo per sentito dire. Tuttavia lo spietato sistema assicurativo ebbe poi il sopravvento, così, vedendo il portafogli molto vuoto ed il calendario molto pieno, salutai tutti i colleghi (con i quali avevo un rapporto magnifico) e mi lancia in una nuova avventura;

La terza deviazione era indirizzata al consolidamento di traguardi raggiunti in precedenza; appariva sempre più necessario certificare le mie capacità; colsi pertanto al volo la possibilità di ottenere una certificazione di disegnatore AutoCAD 2D e 3D con rendering; si trattava di esperienze che avevo già maturato all’epoca delle superiori, ma, in un’era dominata da attestazioni, non averne alcuna (o quasi), era come non aver mai fatto niente nella vita; Corso di un mese, taaac e via, ufficialmente progettista AutoCAD!

Da quel conseguimento, con una rapidità incredibile, in meno di un mese, venni assunto in Credem come stagista da riconfermare a tempo indeterminato.
Esperienza formativa interessante, ha accresciuto le mie conoscenze in ambito finanziario completandole con il mio profilo precedentemente assicurativo.
Vi lascio immaginare la profonda umiliazione e lo sconforto nel vedere il contratto scadere e non venir messo a conoscenza di qualsivoglia decisione da parte dell’azienda; scoprii il loro gioco un giorno come tanti in cui mi trovai a  a passare dalla filiale: vidi al mio posto in un’avvenente fanciulla, il mio rimpiazzo…la chiamavan bocca di rosa faceva due conti faceva due conti!

Da quella triste ed avvilente esperienza (che portò alle veementi proteste di diversi clienti) passarono ben 4 mesi prima di poter approdare al maggio di cui il post precedente.

Il destino ha voluto che dal mare iniziassi ed al mare tornassi.

Fine digressione!

Dal primo giugno c.a. sono quindi stato assunto, dopo un quantitativo di colloqui a dir poco impressionanti, presso il Terminal del Golfo s.p.a. facente parte del Gruppo Tarros come foreman.

Cosa sono il Gruppo Tarros ed il Terminal del Golfo?

Tarros

Il Gruppo Tarros è una società fondata nel 1828 (come M.A.Grendi) a Genova dalla famiglia Musso e dal 1963 coinvolta nel trasporto di container (inventati nel 1957).
Stiamo parlando di una società di trasporti multimodale ed armatoriale trasferitasi, corpo e beni, nel 1971, a La Spezia e che conta più di 400 dipendenti, movimentando oltre 200mila teus (unità di misura dei container) all’anno con fatturati che passano i 100 milioni di euro come ridere.

Il Gruppo Tarros ha fatto della multimodalità la propria filosofia; cosa vuol dire? Il cliente che vuole spedire delle merci a mezzo contenitore o sfuse, può affidarsi totalmente al Gruppo, ovverosia, la Tarros si prenderà in carico la merce dalla sua partenza fino al suo arrivo a destinazione utilizzando i mezzi più appropriati (camion, treno, nave), stiamo parlando quindi di un servizio door to door.

Multimodal

Il Gruppo Tarros è infatti costituito da diverse aziende, ognuna delle quali offre un servizio specifico al cliente per garantirgli il massimo dell’efficienza e il corretto trasporto, sdoganamento e consegna.

Fra le tante aziende del Gruppo, una di quelle chiave è il Terminal del Golfo, dove lavoro io.

Il Terminal del Golfo è un’area extraterritoriale presidiata ove sostano e transitano i contenitori provvenienti dal trasporto su gomma, rotaia o nave.

Cosa faccio?

Compito principale dei dipendenti del Terminal del Golfo è mantenere una corretta suddivisione del piazzale per destinazioni, dimensioni e peso, provvedere alla segregazione dei contenitori pericolosi nonché allo sbarco ed all’imbarco di container principalmente dal camion, navi e treni; Ovviamente, essendo un’area portuale, gravitiamo di più intorno alle operazioni navali.

Il mio compito specifico è quello del capoturno, o foreman; si tratta di un lavoro piuttosto eclettico, abbracciando tutti gli aspetti della vita del Terminal;

Anzitutto compito primario è organizzare e suddividere il lavoro per gli operai dipendenti e cooperativi affinché lo svolgano correttamente, celermente ed in sicurezza;

In presenza di navi organizzo e coordino le operazioni di imbarco e sbarco delle stesse, procedendo (sia all’arrivo che alla partenza di una nave) all’adempimento di pratiche burocratiche a bordo nave inerenti le operazioni commerciali e la sicurezza nel terminal.

Come capo-turno le responsabilità sono tante, devo accertarmi che ogni mezzo affidato sia “in piena forma” segnalando tempestivamente avarie all’officina ed assicurandomi altresì che ogni dipendente lavori in sicurezza.

Cranes

Il lavoro è a turni (siamo in sette suddivisi in tre turni al giorno) con turnazione variabile di settimana in settimana; lavorare a turni è un affare piuttosto pesante e a volte snervante, rappresenta una grande sfida poiché è impossibile abituarsi, ma riserva, mediamente, determinati vantaggi.

Il turno di mattina, il più “doloroso” di tutti, inizia con la sveglia alle 04.40am che mi garantisce di arrivare sul posto di lavoro entro le 05.30; ivi resterò almeno fino alle 13.30, orario di uscita. Il resto della giornata è libero, qualitativamente tragico (sonno bestiale) ma, facendosi forza, si può riuscire a conciliare un mix di riposino con un pomeriggio di svago e shopping. Dall’altro lato della medaglia, purtroppo, la sveglia suonerà nuovamente alle 04.40 e si è decisamente stanchi un paio di ore prima di una persona normale, perciò movida notturna…addio!

Il turno di pomeriggio è quello che prediligo, lasciando una finestra libera al mattino (ma fino alle 11.30 poiché alle 13 bisogna aver timbrato e ovviamente mangiato) utile per la burocrazia consentendo altresì di godere di una serata in compagnia il tutto in un contesto mentale ben riposato.

Il turno di notte è quello che, alla fine, stravolge di più; iniziando alle 20.30 di sera e ultimandosi fra le 04.30 e le 06.30 del mattino, non lascia alcun spazio temporale da godere (si ronfa almeno fino alle 14.00 e, prima che arrivi la voglia di pranzare, si son già fatte le 15.30 con l’ora di cena oramai incombente).

Contenitori nella notte

I conti matematici sono assolutamente freddi ed inutili, chi vive e condivide questo tipo di esperienza sa benissimo come la qualità della vita nel temo libero sia duramente compromessa da uno sconquassamento su tutti i fronti.

Chiaramente questo tipo di sforzo è adeguatamente retribuito; Lo sforzo richiesto in origine può sembrare ciclopico, ma alla fine, entrati nel “giro” si adottano espedienti tali da consentire un indoramento della pillola.

Fortunatamente il tipo di lavoro mi piace, come dicevo prima, il destino ha scelto per me di ricollocarmi nell’ambito marittimo da una porta che neppure avrei immaginato di poter varcare; la soddisfazione è molta e spero di poterlo conservare a lungo.

Colorful containers

Alla prossima, sempre su queste pagine!!!

Riallacciando i fili

Posted: novembre 5, 2011 by gianfrancotaormina in Personale
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Dopo uno svariato numero di giorni ho finalmente trovato il tempo per scrivere qualche riga su questo blog e fare un po’ il punto della situazione dei mesi passati.

Ci siamo lasciati pressoché in aprile/maggio con alcune rubriche aperte e rimaste abbandonate a sé stesse poiché, come spesso accade in quelle parentesi della vita piuttosto movimentate, si finisce per “tagliare” i servizi non necessari/meno urgenti, così, ahimè, questo blog, è rimasto fermo con le quattro frecce fino ad oggi;

Fortunatamente le motivazioni sono delle migliori;

Dopo i mesi dell’indignazione, in seguito al non rinnovo contrattuale da parte della Banca per la quale lavoravo (che mi ha abilmente sostituito con una “bocca di rosa” decisamente deandreiana), proprio in quel periodo, svariate aziende dello spezzino, hanno iniziato a corteggiarmi per avermi nel loro organico, così, tutto il mese di maggio è stato un magnifico susseguirsi di colloqui;

In una fase storica in cui la parola certamente più nota è precarietà, mai mi sarei potuto aspettare un lavoro, men che meno serio e pergiunta offertomi da tre grosse aziende spezzine (OTO Melara, Selex e Gruppo Tarros); mi sono trovato, contrariamente alla stragrande maggioranza dei miei coetanei, addirittura a poter scegliere con chi lavorare;

Essendo perfettamente indeciso (ovviamente) ho assaporato l’idea della realizzazione professionale (mai mi sarei aspettato di vedere tre aziende azzuffarsi per me) e sono semplicemente rimasto a guardare, lasciando che il destino intraprendesse la sua via.

In questa gara fra società il Gruppo Tarros ha bruciato completamente sul tempo le concorrenti, proponendomi, in meno di due settimane, ben quattro colloqui, di cui:
uno preliminare e conoscitivo con la responsabile dell’ufficio personale;
il secondo con (in aggiunta alla responsabile del personale) altri due grandi capi;
il terzo come esame scritto (due temi di italiano e due lingue straniere) ed, il medesimo giorno, quello finale con il CEO del Gruppo Tarros (Ing.Musso) ed il Direttore dell’azienda (V.Valente) che mi avrebbe poi assunto: il Terminal del Golfo.

Ecco dunque spiegato il motivo del mio “leggero” ritardo nello scrivere queste righe. In un post a seguire troverete un resoconto sulla mia esperienza professionale.

Iniziamo a completare questo puzzle!

A presto con il prossimo post.

 

Articolo molto interessante del NOAA in merito alla situazione nel Golfo del Messico!

Podcast: Eyes on the Scene of the Deepwater Horizon/BP Oil Spill In today's Making Waves Podcast, the National Ocean Service looks back at NOAA's role in the Deepwater Horizon spill response—the months when oil was spilling into the Gulf—through the eyes of one of the first NOAA responders to the spill. Debbie Payton, chief of the Office of Response and Restoration's (OR&R) Emergency Response Division, joins in on this reflection of how thousands of NOAA staff plunged their efforts into the oily Gulf water … Read More

via NOAA's Office of Response and Restoration Blog

Giovanni Paolo II

Amen

A Giovanni Paolo II, il papa dei giovani deceduto il 02 Aprile 2005 alle ore 21.37 dopo 27 anni di pontificato.

Giovanni Paolo II

Davvero ben realizzato e curato nei dettagli!

Costi di costruzione di una centrale nucleare Dopo aver parlato dei tempi di costruzione di una centrale nucleare, veniamo ora a parlare di costi. Fatto salvo il dato derivante dalle rigide leggi della domanda e dell’offerta e trascurando in questa occasione il concetto di margine di contribuzione, si può sommariamente dire che il prezzo è sostanzialmente formato da costi diretti, costi indiretti, spese generali, o costi fissi, utile. Il discorso è sempre molto aleatorio, in quanto vedremo c … Read More

via Paolo Venturini blog

Recentemente mi è capitato sotto il naso un articolo di National Geographic sugli effetti del riscaldamento globale per l’uomo.

Essendo l’articolo in inglese mi sono riproposto di tradurlo in modo da favorirne la conoscenza in Italia, è stato un lavoro che ha richiesto parecchio tempo (rallentando le altre uscite) ma alla fine ne è valsa la pena.

Nuove approfondite ricerche sul riscaldamento globale hanno dimostrato che, nel giro di un decennio, esso può causare problemi alla salute umana a causa di microbi, batteri e dell’eutrofizzazione che porterebbe allo sviluppo di alghe tossiche (evento già noto a noi liguri oramai da qualche anno ndr.).

Gli scienziati hanno già predetto un incremento dei decessi e delle malattie a causa delle microonde, disastri naturali e l’espandersi di malattie tipicamente tropicali come la malaria.

Altri, seppur meno ovvi ostacoli alla salute, si faranno strada sulla scia dei cambiamenti climatici operati dal riscaldamento globale sugli ecosistemi Oceano e Fiume nel prossimo decennio, così come è stato riferito lo scorso febbraio all’American Association for the Advancement of Science riunitasi a Washington, D.C.

Gran parte degli studi sono stati finanziati dalla Oceans and Human Health Initiative un organismo della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), che si prefigge lo scopo di identificare e affrontare pericoli per la salute umana derivati dal riscaldamento globale.

Alghe tossiche contamineranno sempre più specie marine

La proliferazione di una specie di alga rossa – responsabile della nascita di zone oceaniche morte – si rivelerà sempre più massiccia man mano che la terra continuerà a riscaldarsi, in particolare in Nord America nella Puget Sound region (mappa), dichiara Stephanie Moore del NOAA’s West Coast Center for Oceans and Human Health.

(Si consiglia la visione di questo articolo “World’s Largest Dead Zone Suffocating Sea.”)

La specie di alga Alexandrium catenella produce un veleno che si accumula negli organismi marini e interessa l’uomo causando sintomi che vanno dal vomito alla paralisi muscolare, fino, in rari casi, alla morte.

Moore e i suoi colleghi dell’ Università di Washington stanno cercando di realizzare modelli informatici ing rado di mostrare l’andamento climatico ed oceanico futuro. Il gruppo ha identificato condizioni ambientali ideali per le alghe, in particolare la temperatura dell’acqua. Cercando di comprendere come gli oceani andranno a riscaldarsi, sarà possibile avere modelli che illustreranno come il cambiamento climatico influenzerà lo sviluppo e il modo di crescere di queste alghe.

(Qui è disponibile una mappa interattiva degli effetti del riscaldamento globale)

Siamo riusciti a scoprire non solo che il rischio di proliferazione di alghe tossiche aumenterà in questa stagione, vale a dire tipicamente fra Luglio e Ottobre, ma che questo periodo andrà via via allungandosi.

Così riferisce la dottoressa Moore.

Le nostre ricerche ci permettono di riferire che la proliferazione avrà inizio con un paio di mesi di anticipo quest’anno, rispetto all’andamento degli anni precedenti, inoltre siamo improntati a credere che si prolungheranno per un ulteriore mese.

Man mano che le temperature andranno aumentando, alcune specie di alghe tipiche delle acque calde potrebbero espandersi in acques tradizionalmente più fredde. Fra le opzioni che andranno a interessare la proliferazione di alghe potrebbe esserci quella di un riscaldamento eccessivo tale da impedire la crescita delle piante più piccole.

Allo stesso modo certe specie di alghe pericolose potrebbero smettere di crescere nel periodo estivo, ha aggiunto.Per queste specie,

Anzichè avere solo una stagione di proliferazione piuttosto breve nella tarda estate, inizieremo a vedere due stagioni favorevoli seppur di breve durata, una in privavera e l’altra in autunno.

Questi differimenti potrebbero temporamente fermare l’industria della pesca di bivalvi aggiungendo, come se non bastasse, la difficoltà nel garantire le forniture di cibo sicuro per il genere umano.

(Informati in merito a come rimarremo senza pesce, sul National Geographic magazine.)

Se non stanno effettuando test di ricerca per un certo tipo di tossina è a causa del fatto che non è mai servito in nessun luogo (e tempo); questo rappresenta un gravissimo pericolo per il rischio di immissione di cibo contaminato sulle nostre tavole.

Riferisce la dottoressa Moore.

A questo punto è necessario richiedere un aumento degli standard di igiene

E aggiunge

Speriamo che questi studi possano essere di aiuto per prepararsi ad affrontare questo tipo di crisi derivata dalle proliferazioni incontrollate che si verificheranno

Batteri oceanici pericolosi potrebbero avere la meglio

I diversi modelli statistici, eseguiti sui cambiamenti climatici, concordano, tutti, sul fatto che le regioni umide le saranno sempre di più e che quelle secche tenderanno ad inaridirsi ulteriormente.

Continuando così vedremo sempre più un aumento della desertificazione e del quantitativo di polveri proietate nell’atmosfera da luoghi come l’africa occidentale. (Si consiglia la lettura di: “Africa-wide ‘Great Green Wall’ to Halt Sahara’s Spread?”)

La stragrande maggioranza di queste polveri finisce negli oceani dove, i ricercatori, ritengono ci siano condizioni ottimali per la crescita di batteri pericolosissimi, i quali, finirebbero, inevitabilmente, nei nostri piatti.

Vibrio

Procedendo gradualmente, Erin Lipp dell’Università della Georgia e il laureando Jason Westrich hanno scoperto che la sabbia provveniente dal deserto del Marocco è il fattore scatenante della rapida crescita del Vibrio, un gene tipico dei batteri oceanici. Se ingerito per mezzo del cibo o dell’acqua contaminata, i microbi possonoc ausare infezioni gastrointestinali e malattie gravi come il colera.

Per i loro esperimenti, gli scienziati, hanno raccolto della sabbia dal Marocco, l’hanno aggiunta ad acqua di mare prelevata in Florida ed in sole 24 ore da un singolo Vibrio si è giunti ad oltre mille.

Coltura

Gli scienziati ritengono che il ferro presente nella sabbia abbia stimolato gran parte della crescita ci fa notare Westrich.

Il ferro, un ingrediente necessario per la stragrande maggioranza delle forme di vita, in mare rappresenta soltanto una piccola componente integrativa. Questo perchè gettando ferro negli oceani si promuove lo sviluppo e la crescita di plankton in grado di assorbire CO2, ed è considertat pertanto un mezzo per rimediare al riscaldamento globale, benchè sia piuttosto controverso (Si suggerisce la lettura di pictures: “Seven Emergency Climate Fixes.”)

Statistiche fatte dal minsitero della salute fanno rilevare come la contaminazione da Vibrio negli U.S.A. è salita all’85% rispetto ai dati del 1996.

Vibrio pollution

Nessuno è in grado di dire se il ferro presente nelle sabbie desertiche abbia un ruolo di rilievo, ma Lipp e Westrich speranod i riuscire a dimostrarlo.

Stiamo cercando di individuare, nel minor tempo possibile, gli effetti sull’oceano di queste tempeste di sabbia.

Riferisce Lipp.

L’incremento di liquami rischia di contaminare l’acqua potabile

All’Università del Wisconsin-Milwaukee, Sandra McLellan ha utilizzato dei modelli per cercare di capire quali conseguenze può portare, nel suo paese e nelle già stressate fogne intorno a Great Lakes (vedi mappa), l’incremento di pioggie causato dai cambiamenti climatici.

Liquami

Nel Wisconsin, la crescita urbana ha superato la capacità dell’impianto fognario. Durante forti tempeste l’impianto fognario straripa nei laghi introducendo potenziali minacce batteriche e virali nelle riserve di acqua potabile. (Si consiglia la lettura di: “Cocaine, Spices, Hormones Found in Drinking Water.”)

Solo 4.3 centimetri di pioggia in 24 ore possono causare lo straripamento dei liquami, il che accade quantomeno tre volte all’anno nel Milwaukee e, con frequenza ancor maggiore in alcune città dei Grandi Laghi.

Warming

MacLellan sostiene che i modelli climatici indicano come le pioggie nel Wisconsin tenderanno ad aumentare nei prossimi cinquant’anni, e, nel caso peggiore, aumenteranno il volume di straripamento delle acque reflue nei laghi del 20%. Benchè le sue analisi sugli straripamenti siano specifiche per il Milwaukee, la ricerca fornisce modelli utilizzabili in altri insediamenti attorno ai Grandi Laghi e probabilmente anche in altri contesti.

Non è che il cambiamento climatico ha portato un problema nuovo, avevamo già grossi problemi con lo straripamento delle fogne. Stiamo investendo per cercare di arginare il problema, ma siamo ostacolati dai rapidi cambiamenti climatici e dallo sviluppo.

(Si consiglia pictures: “Walls of Fat Clog London Sewers.”)

Che impatto avranno i cambiamenti climatici nei prossimi 40 o 50 anni? L’idea è quella di cercare di immaginarli ed includerli nei nostri attuali progetti.

Stop Global Warming

Volendo sempre seguire le celebrazioni per i 150 anni di Unità d’Italia, in questo preciso momento, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sta assistendo ai “Vespri Siciliani”di Giuseppe Verdi presso il Teatro Regio di Torino.

Opera non molto conosciuta di Verdi a causa della sua lunghezza, è un dramma nobilissimo e splendido che merita l’attenzione del pubblico e una vasta diffusione.

Nel 1973 Maria Callas inaugura il neo-ristrutturato Teatro Regio di Torino, legandolo così a doppio filo con quet’Opera verdiana.

Per chi non avesse la fortuna di vedere la bacchetta del Maestro Noseda dirigere l’Orchestra del Regio, avrà l’opportunità di assaporarne l’Overture diretta da Abbado su questo sito e/o di vederne la Diretta su Rai 5 e Rai-Radio3, peraltro appena iniziata.

Buon ascolto!

 

La Spezia, Giovedì 17 Marzo 2011

Carissimi lettori tutti, sono onorato di annunciare, in concomitaza con la cerimonia dell’Alzabandiera, la ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d’Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861.

Con queste parole il 17 Marzo 1861 viene sancita l’Unità d’Italia, ottenuta dopo anni di aspre lotte che portarono all’unificazione dei sette stati che si contendevano la penisola.

In preparazione alla giornata odierna, i Quotidiani, hanno versato fiumi di inchiostro, con grande attenzione e dovizia di particolari storici.

A chiunque avesse il desiderio di approfondire l’argomento, suggerisco il sito ufficiale delle celebrazioni.

Intanto, per quel poco che mi è concesso, a voi l’ascolto dell’Inno Nazionale (interpretato dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia) e del Va Pensiero (inscenato dal Metropolitan Opera House di New York).

Prima di lasciarci, auguro a tutti gli italiani di non mollare. Questa è una nostra caratteristica tipica che ci ha sempre contraddistinto. Nel nostro animo vi è la coscienza che siamo noi a costruire il nostro futuro, e assieme ne abbiamo passate e ne passeremo ancora tante.

Vorrei incitare tutti gli italiani a ricordarsi che abbiamo costruito il nostro Paese con il lavoro e la fatica, posando un mattone dopo l’altro della nostra società sopra alle nostre radici, le quali, si approfondano nella storia dell’umanità, intimamente legate alla fede che, per duemila anni, ci ha spinto a unirci, ha salutato i vivi e saluterà i nostri morti.

Al buon Dio va la mia preghiera affinchè ci permetta, nuovamente, di essere uniti e fratelli, giorno dopo giorno, al fine di divenire faro per chi accogliamo, esempio per chi ci governa e modello per chi ci circonda.

Il mio pensiero corre doverosamente verso i Caduti del nostro Paese, i quali, con onore, hanno difeso e costruito l’Italia dai suoi albori ad oggi, anno 2764 ab urbe condita.

Viva l’Italia!