CAPITOLO II
ULTIMI PREPARATIVI
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nciclopedia del Leone – Anno 653
“L’imperatore, sire Keith il Buono, sovrano del regno di Liten, e barone di Kaïber, dopo essersi consultato con i maggiori astronomi del regno, e con l’Oracolo, ha deciso di indire un orario comune a tutto l’impero, denominato Meridiana Imperiale, abbreviato M.I.
La giornata sarà divisa in 24 meridiane imperiali; in corrispondenza della cerimonia dell’apertura del cancello le campane suoneranno sette rintocchi, alla cerimonia di chiusura del cancello, le campane ne batteranno 18. Le campane cesseranno di suonare dopo aver segnato le ore 20 M.I. per poi riprendere durante il giorno seguente.”.
A circa due ore di cammino dalla cattedrale, procedendo lungo “via del bastione magno”, uscendo dalla cittadella e costeggiando poi per circa quaranta minuti la collina, lungo la via principale, ci si sarebbe trovati nella piazza centrale meglio nota come “Piazza della Luce suprema”, da lì la processione avrebbe proseguito lungo “via acciaiobattuto”, e sarebbe terminata nella sede cittadina della “Gilda dell’Ermetismo”, un vasto edificio su quattro piani, ove l’ingresso principale immette all’interno di un enorme salone, alle spalle del quale, una grande scalinata, conduce ai piani superiori. Sopra la scalinata, di marmo bianco e nero con corrimano in oro, furono posti: un trono centrale e quattro seggi, due a destra e altrettanti a sinistra dello stesso, riservati ai baroni, i quali stavano ora discutendo della situazione generale dei confini e delle baronie.
La baronia del Kaïber è situata al centro della piana di Liten; essa ospita la capitale del regno, che con le sue dimensioni, è la seconda città più grande del paese. All’esterno della prima cerchia muraria della capitale, si estende la campagna, bagnata dal fiume Lumen, che sgorga dalle Montagne Nebbiose a ovest, attraversando la piana verso est, per poi curvare lambendo i confini della baronia. A Kaïber hanno sede le massime autorità amministrative e legali, essa è centro dell’economia del regno, presenta le più antiche scuole militari ed università, nonché le sedi amministrative delle varie gilde magiche, anche se esse sono in sostanza dei distaccamenti, ove si svolgono solo funzioni d’ufficio, in quanto molti si recano nella capitale per iscriversi o informarsi. Nella cittadella ha sede la fortezza di Kaïber e la Cattedrale dei sette spiriti. La torre più alta della fortezza è nota come “Torre di Guardia”, ed è la prima delle cinque torri, sita ognuna in ogni baronia.
La baronia d’Allmoon è circondata a sud dalle Montagne Nebbiose, e i suoi confini sono interamente tracciati dal fiume Lumen.
Questa baronia rappresenta il punto di contatto fra gli Elfi Eidos e il reame del Liten, in quanto le Montagne Nebbiose presentano un valico che le attraversa, mettendo in comunicazione il regno del Liten con quello dei Wolfen d’Yllia e degli Elfi Eidos.
La capitale della baronia è Allmoon, ove ha sede la scuola di Ermetismo, guidata dal Gran Maestro Mirvilis. All’interno del regno molte fortezze e manieri sorgono, ma essi sono vuoti, sono stati costruiti in caso di grave pericolo, e sarebbero in grado di ospitare la stragrande maggioranza della popolazione. Ciò è stato deciso in quanto la baronia d’Allmoon è l’unica a non essere mai stata sconfitta dalle forze del male, ed è anche l’unica libera da corruzione e dal maligno, essa rappresenta dunque l’ultimo baluardo del regno, l’unico luogo in cui il nemico non metterebbe mai piede da quando Mirvilis ne è il custode.
Per quanto riguarda la fortezza d’Allmoon, essa è la sede della scuola magica dell’Ermetismo da quando Mirvilis fu eletto barone, e la torre più alta della fortezza, che ricordiamo fatta costruire da sir Jon Higgenbotham, è nota come “Torre dell’alleanza” alla cui sommità è posto un enorme braciere; un fuoco acceso sulla sommità della torre risulterebbe visibile a migliaia di chilometri dalla stessa. Essa funge da richiamo per tutti gli alleati nei momenti in cui il loro aiuto risulti indispensabile.
La baronia D’Orianthe si estende lungo la piana, a sud dei territori del Liten, essa rappresenta il confine fra La Fratellanza e i Mercenari di Wuchereria; I confini sono difesi dalla miglior cavalleria del regno, guidata da Dragan d’Orianthe la quale è sempre stata in grado, da sola, di resistere agli attacchi, anche se spesso, irruzioni all’interno del territorio, causarono battaglie anche per diversi giorni.
Un tempo, quando il mondo era ancora giovane e il male non aveva ancora raggiunto la sua forma migliore, sorgevano splendide città e magnifici templi, ora questi versano in rovina avvolti dal muschio, e sono divenuti teatro delle più importanti battaglie conosciute nella storia della baronia. Dal maniero che si trova nell’entroterra, e che è l’abitazione di Dragan d’Orianthe, svetta la “Torre di Faro”, la più bassa fra le cinque, ma l’unica con una potente lampada rotante per illuminare la piana di notte, come il sole di giorno.
La baronia di Montvert è stata fondata, in principio, da alcuni Elfi Eidos, i quali decisero di addestrare nell’arte del tiro con l’arco i soldati dei loro principali alleati. Essa si presenta ricca di vegetazione e di boschi, con la maggior incidenza di alberi secolari di tutto il territorio. Si estende come cuscinetto tra la baronia del Kaïber e quella D’Orianthe. Gli edifici sono integrati nella vegetazione, come è d’uso fra gli elfi, senza intaccarla. Qui vengono preparati i migliori arcieri di Liten, anche se essi non raggiungeranno mai i livelli dei loro maestri elfi. Sulla cima de”L’albero dei tre mondi”, la sequoia più antica del continente, si nasconde la quarta torre, denominata “Torre dei secoli”, essa rappresenta una dimora inviolata e di difficile individuazione, ove si nascondono i beni più preziosi del regno. C’è chi giura che neppure il re conosca esattamente la sua ubicazione.
Al di là del fiume Lumen si estende la baronia di Doriman.
Come è noto ad alcuni studiosi di Leggende Viventi, Valdenar, barone di Doriman in gioventù era un marinaio, ma dopo fatti a noi oscuri, venne a stabilirsi presso il fiume, in un suntuoso maniero. La sua fu l’ultima baronia ad essere inserita nel piano territoriale, e meritò tale prestigio. In questi territori vengono sfornate le migliori guardie reali e i migliori paladini del regno. Il corpo delle guardie reali e dei paladini viene addestrato personalmente da Valdenar. La capitale della baronia è Éphren, in onore alla spada e agli dèi dei mari. Dal porto di Éphren spicca la “Torre adamantina”, ove vengono addestrate le guardie reali ed i paladini. C’è chi dice che tale torre sia indistruttibile, altri affermano che nei sotterranei vi siano le prigioni di stato, e che tuttora contengano i malviventi di tutto il Regno.
Una curiosità su tutte, i paladini e le guardie reali di Doriman utilizzano una divisa differente rispetto a quella usata a Kaïber e nel resto del reame delle Tigri.
“Quando le lucenti armature in oro brillano in lontananza” dice la canzone “Il nemico intimorito inizia a meditare sulla scelta di morire combattendo o di fuggire e rompere i ranghi; i più scelgono la seconda ipotesi, anche se alla fine muoiono lo stesso, per mano dei loro comandanti”.
Alcuni bardi cantano che, “quando i goblin corsari osarono avventurarsi lungo il fiume Lumen per attaccare la baronia di Doriman, ed invadere i terreni delle Tigri, Valdenar da solo li attendeva ai confini dei suoi possedimenti e, semplicemente alzando Éphren al cielo, le navi goblin non riuscivano ad avvicinarsi né alla costa per sbarcare, né ad addentrarsi via fiume nella baronia, come se le acque fossero divenute di pietra e come se le loro barche vi fossero rimaste amalgamate”.
Mentre i cinque sovrani discutevano, all’esterno dell’edificio gli ultimi preparativi fremevano, lungo il percorso si schieravano le guardie della cittadella e si stendeva il tappeto rosso lungo l’intero tragitto della processione; la gente iniziava a invadere le strade, erano le 9.45 M.I.










